BILINGUISMO TRA OSTACOLI ED OPPORTUNITÀ

l’Alto Adige è una terra plurilingue come molte altre regioni del mondo. Fin qui nulla di particolare, si potrebbe dire. Ma cosa contraddistingue la realtà quotidiana di molti Paesi plurilingui? Conflitti sul piano etnico, che spesso conducono alla violenza. Nella nostra terra invece siamo riusciti a raggiungere una buona collaborazione tra i gruppi linguistici e a vivere assieme in pace.

Ma cosa garantisce questa situazione di stabilità? Uno Sta- tuto di autonomia equilibrato, che assicura a tutti equità e opportunità di sviluppo. In questo modo è stato possibile garantire la pace sociale e un alto standard di qualità della vita. Particolarmente importante per il raggiungimento e il rafforzamento di questa situazione è stato ed è tuttora il diritto all’uso della propria madrelingua.

Per quanto concerne la regione del Trentino Alto Adige, particolari forme di tutela nei confronti delle minoranze di lingua tedesca e ladina sono state adottate nel corso degli anni.

art. 6 Costituzione Italiana: La repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche

Un ricco patrimonio di diversità linguistiche e culturali i cui diritti linguistici la nostra Costituzione riconosce e che, come continuano a raccomandare i documenti delle Nazioni Unite, della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, va tutelato, valorizzato e sviluppato.

È necessario dunque agire sul terreno dell’uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini, secondo i principi democratici costituzionali, anche sul piano delle capacità linguistiche, tenendo d’occhio cioè anche le lingue ma soprattutto i concreti individui che le usano e i loro diritti

ART. 19 – COSTITUZIONE DEL TRENTINO

Nella provincia di Bolzano l’insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie è impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna. Nelle scuole elementari, con inizio dalla seconda o dalla terza classe, secondo quanto sarà stabilito con legge provinciale su proposta vincolante del gruppo linguistico interessato, e in quelle secondarie è obbligatorio l’insegnamento della seconda lingua che è impartito da docenti per i quali tale lingua è quella materna.

Come abbiamo potuto notare in seguito alla nostra breve ma ricca esperienza con le studentesse dell’istituto superiore di Merano “Beda Weber” se la lingua parlata principalmente dai ragazzi è una commistione di dialetti diversificati ma talvolta comprensibili tra di loro assimilati naturalmente dalla famiglia d’origine, caratteristici delle differenti aree del Südtirol, durante lo svolgimento delle lezioni gli insegnanti richiedono l’utilizzo da parte degli studenti dell’ “Hochdeutsch”, letteralmente l’ “alto tedesco”, ossia la lingua tedesca moderna che storicamente rappresenta lo “standard”, in contrapposizione alle varianti linguistiche locali.

Se i dialetti altoatesini sono parlati fluentemente da tutti i ragazzi, ciò che invece può sorprendere sono i diversificati livelli di lingua italiana posseduti dai ragazzi.

A studentesse provenienti da famiglie interamente di lingua italiana, che possiedono un fluente padronanza dell’idioma, si alternano famiglie di provenienza linguistica mista, o interamente di origine altoatesina, dove la padronanza della lingua italiana è diversificata dipendendo dai casi.

Infine, sempre durante il nostro soggiorno a Merano, abbiamo avuto l’opportunità di sostenere un prezioso incontro con Giorgio Mezzalira, insegnante, storico e consigliere della “Fondazione Alexander Langer”. Tale fondazione ha il compito di trasmettere le teorie di pace, coesione e rispetto per le diversità. Ci ha comunicato l’importanza nel conoscersi, parlarsi, informarsi, interagire: “più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo”. Ma soprattutto, di costruire ponti, saltare muri ed esplorare le frontiere, andando oltre quello che è il nostro piccolo.

L’ALTO ADIGE E LE DUE GUERRE

Il monumento fu voluto direttamente da Mussolini nel febbraio del 1926 come risposta ai tentativi germanici di sollevare internazionalmente la questione della minoranza sudtirolese in Italia. Il significato politico dell’opera appare evidente fin dalla scelta del luogo, una piazza di Bolzano nella quale durante la guerra era stata prevista la realizzazione di un monumento alla vittoria tedesca. L’intestazione, inizialmente pensata a Battisti, diventò poi “alla Vittoria”, probabilmente per una diretta pressione dei parlamentari trentini., Il monumento venne inaugurato il 12 luglio 1928. Realizzato su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, il monumento ha l’aspetto di un arco trionfale romano caratterizzato da un ordine gigante di fasci littori., All’interno sono ospitate le erme di Battisti, Filzi e Chiesa realizzate da Adolfo Wildt. Collaborarono anche gli artisti Libero Andreotti, Guido Cadorin, Pietro Canonica, Arturo Dazzi, Giovanni Prini., Da parte tedesca si manifestò immediatamente un netto rifiuto verso il monumento, simbolo della forzata italianizzazione del Sudtirolo, esplicitato con il danneggiamento delle erme degli irredentisti l’8 settembre 1943 e con un attentato terroristico nel 1978

SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE

Al giorno d’oggi una delle questioni maggiormente trattate a livello globale, pone l’attenzione sul fattore ambientale. Difatti gran parte delle città hanno come obiettivo la riuscita di uno sviluppo rispettoso nei confronti delle società umane, ma allo stesso tempo dell’intero pianeta.

Tutto ciò fa riferimento alla sostenibilità, la quale riguarda la capacità di vivere in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse.

BOLZANO

A tal proposito Bolzano s’impegna annualmente nella realizzazione del progetto ‘Isola Ursa’ in collaborazione con ‘Fiera Bolzano’ e nel contensto di Klimahause. 

ISOLA URSA è uno spazio dove studenti, comunicatori e professionisti del settore edile sensibilizzeranno e saranno sensibilizzati sulle problematiche ambientali e i cambiamenti climatici. Questo contenitore si pone l’obiettivo di ampliare ed arricchire le conoscenze esistenti in materia di sostenibilità ambientale, attraverso la condivisione di idee, ricerche ed esperienze e grazie al contributo di un parterre di relatori di primo livello, formato da giornalisti, architetti, ingegneri ed altri professionisti.

Relatori di fama nazionale e internazionale tratteranno in modo trasversale e concreto il tema della sostenibilità ambientale e temi ad esso correlati.

Grazie alla Biblioteca Sostenibile e a una Postazione Media esclusiva, ciascun visitatore potrà cercare e lanciare consigli e propositi per la lotta al riscaldamento globale e farsi a sua volta promotore di questo importante messaggio.

Per poter giungere a tutti l‘assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner ha presentato un film sul parco nazionale dello Stelvio. Si tratta di una produzione nata dalla cooperazione tra Ripartizione provinciale natura, paesaggio e sviluppo del territorio, RAI Alto Adige e Rai Südtirol che illustra con immagini suggestive la straordinaria varietà e la bellezza del parco nazionale.

Dalla sua costituzione nel 1935, il parco viene vissuto dalla popolazione della val Venosta con sentimenti contrastanti, “un rapporto che ora deve cambiare”, ha detto l’assessore provinciale Theiner alla presentazione del film nella sede del Filmclub a Bolzano.

 

MERANO

Anche Merano opera attivamente per la sostenibilità ambientale. A dimostrazione di ciò sono presenti numerosi parchi verdi che contribuiscono all’attenzione paesaggistica della città di Merano. 

1) IL PASSIRIO PER MERANO: Il Passirio passa la città nel suo cuore. Dopo un analisi profonda della situazione urbanistica, paesaggistica, ambientale e di sicurezza, si definivano gli spazi d’incontro con il fiume.

Per primo si vogliono completare le passeggiate lungo il Passirio ad ambi i lati, creando una passeggiata a traffico limitato nella via Manzoni e stabilendo un parco fluviale urbano alla confluenza del fiume Passirio con l’Adige. Al centro si stabilisce un nuovo accesso al fiume con gradoni di prato verso il fiume. Un altro piccolo accesso viene collocato nella passeggiata invernale. L’area ricreativa Lazag sarà collegata con la passeggiata estiva con un nuovo sentiero, senza però toccare il Burrone spettacolare della Gilf. L’area ricreativa Lazag è necessaria ampliare per poter anche proteggere il biotopo da troppa gente. . In lungo periodo saranno ampliati i prati verso nord e sará stabilito un parco fluviale con accesso ampio al fiume.

 

2) GIARDINO PRIVATO DI VILLA P: Il prato in pianura è contrastato con piantumazioni nelle scarpate, ben strutturate con muretti ben accessibili. Vasche piantumate rinfrescano. Un giardino a facile cura.
3) GIARDINO DEGLI INNAMORATI: Innamorarsi non può essere programmato, capita. Per questo si vive l`attimo più intensamente, con tutti i sensi.

Due coperte di fiori, atterrate nel bosco di roverella, creano degli suggestivi effetti a sorpresa all`interno del bosco.

Inattese appaiono al visitatore – leggermente sospese e belle nella forma, s`appoggiano al pendio.

Con il passare delle stagioni, perenni e fiori annuali con colori densi, forme e profumi intensi copriranno la superficie tessile della struttura. Un` allusione alla fuggevole bellezza dell’innamorarsi, di amori pericolosi e, forse, anche qualche ricordo dell’infanzia a distesi campi in pieno fiore.

Una serie di sdrai concepiti appositamente invitano a rimanere in mezzo alla coperta di fiori.

Un giardino d`intrattenimento si estende tra le due coperte di fiori. Variando nella sua dimensione, determina i vari spazi dando adito alla voglia di esplorare. Una serie d`aiuole con alberi sottolinea la struttura di questo spazio creando nicchie suggestive ed attrattive.

Il bosco di roverella esistente viene sfoltito cautamente e forma una rispettosa e suggestiva cornice per il giardino degli innamorati.

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, Merano dispone di innumerevoli servizi rispettosi nei confronti della natura. Il Comune di Merano sta preparando il proprio Piano Urbano del Traffico (PUT). L’obiettivo è di garantire a tutti una mobilità sostenibile dal punto di vista sociale, economico ed ambientale.

Cittadine e cittadini hanno avuto modo e hanno ancora occasione di dare il proprio contributo all’elaborazione del documento con suggerimenti e critiche.

L’AltoAdige Pass è vantaggioso per tutte le utenti e tutti gli utenti del sistema di trasporto pubblico in Alto Adige. È utilizzabile senza alcuna restrizione su tutti gli autobus urbani ed extraurbani, sui treni (solo treni regionali), e su diversi funivie e funicolari. Con l’AltoAdige Pass il costo di ogni viaggio viene calcolato individualmente in base a uno specifico sistema tariffario per ciascun viaggio e risulta comunque più conveniente di una corsa singola e mai più costoso di un viaggio effettuato con la carta valori.

Per un miglior orientamento dei ciclisti è stata preparata la mappa In bici a Merano. Vi sono elencati i percorsi ciclabili consigliati, le piste ciclabili, i collegamenti ai percorsi sovracomunali, i servizi e i punti d’interesse per i ciclisti.

Presso i due punti di noleggio siti in via Piave (terminal bus Terme) e presso la stazione ferroviaria centrale di Merano, il servizio di noleggio bici del Comune offre la possibilità di prendere a prestito gratuitamente mountainbikes, citybikes e biciclette per bambini in completa sicurezza. È possibile infatti usufruire di mezzi in ottime condizioni, nonché del casco di protezione e dei seggiolini per i piccoli.

di cosa tratta “Valgimigli oltre i confini?”

il blog “Valgimigli oltre i confini” nasce in seguito all’esperienza vissuta in Alto Adige e alle riflessioni maturate dalla classe 4B del Liceo Linguistico G. Cesare M. Valgimigli di Rimini.  Dal bilinguismo, alle tradizioni culturali sino alle due grandi guerre che hanno lacerato questi territori dalla natura incontaminata e dalle vallate infinite, dall’Alto Adige scaturiscono ricchi pensieri ed importanti domande alle quali noi studenti abbiamo tentato di trovare altrettante risposte

UN’AVVENTURA SENZA TEMPO

Io sono un figlio della pace e voglio aver pace in eterno con tutto il mondo, dato che finalmente l’ho conclusa con me stesso.

GOETHE, Italienische Reisen